Sunday, September 16, 2012

EPILOGUE

 
A few weeks ago, one of the greatest adventures of my life came to a close. I am proud that I have created something that people I have never met want to read; I am proud that I have raised almost three times as much as my original target and I am proud that I have carried forward a cause that I wholeheartedly believe in. I think that if all the money spent on wars were given to cancer research finding a cure to cancer would not be talked about as an unrealistic dream but it would seem an attainable goal. It is a naive thought but it is true nonetheless. I hope that governments and people will devote more attention to cancer research and will invest more resources on efforts to funding a cure. I know that I will.
My bicycle ride might be over but my fight continues. The spirit with which I took on the wind and the mountains of America is an inextinguishable flame. And with it I will fight my cancer. I could have spent the past 5 months sulking, brooding, damning life but I decided not to. It would have been a losing battle anyway. I am convinced that no matter how desperate things are, your mind and your heart shape your approach to life. My cookie fortune message is this: your life is yours, until the very end. You control it.
This journey was tougher than expected and if you have been kind enough to read my blog you have gotten only a glimpse of how tough it was out there. 100-mile days in the wind, the cold, the rain, the traffic and the fear of being sick often felt like a punishment. However, it was never eclipsed by the joy of receiving messages of support from friends, acquaintances and complete strangers that wanted to support me, share their struggle and thanked me for what I did. It is because of your vicarious participation that I made it to Vancouver. It is thanks to your love that I have reached the Pacific coast. Had I been alone, I would have quit along the way.

The complete solitude of cycling hundreds of miles in the open land of North America made me stronger. And I loved every minute of it. Well...almost! When I look at my face in the mirror and I turn my head slightly to the right I can still see the patch of skin on the top of my forehead that showed through the gaps of the helmet that has been darkened by the sun light. I look at my hands and see the ridiculous tan line from the gloves that seems to cut my fingers in two. The line above the knees is still abundantly visible and so is the tan line on my forearms. When I walk I spot reminders of my trip all the time. Every time I see a cyclist I check out the bike and the gear and compare it to mine. When I feel the wind graze my skin I chuckle and revel in the thought that it could never be as strong as it was on an open road in Montana or Minnesota. When I wait at a red light I look up and gaze the deep blue of the sky and imagine myself cycling under the skies of the vast grasslands in North Dakota. The things we love never go away.
It is true that from now on my life will be from blood test to blood test, hospital visits to doctor’s emails and anxious waits in between. I cannot change that. But it is up to me to choose whether I want to be devoured by the anxiety or to just live my life and enjoy the ride, be it one month or twenty years. The sense of expectation with which I began each cycling day of my bike ride will be the same with which I will take on the next mountains.


 
 
 






















 

16 comments:

  1. I enjoyed reading your reflections at the end of a wonderful trip. Thank you for sharing so much of your experience with all of us who accompanied you ...virtually....on each mile of your journey!

    ReplyDelete
  2. Luigi, amazing photography! It was great seeing you today!

    ReplyDelete
  3. Hola luigi!!

    Nos conocimos en Venezuela y una persona que te aprecia mucho me hizo saber de esta gran aventura que hicistes. Una aventura muy inspiradora para todo aquel que ha sentido desaparecer (por cualquier motivo) todo lo que creia solido y seguro en su vida. Una aventura que demuestra que somos mucho mas de lo que creemos pero a veces solo lo descubrimos cuando no tenemos otra opcion!!! Todos los que pudimos acompanarte por esta via virtual estamos orgullosos de ti, sobretodo porque nos has recordado que tambien nosotros podemos ser tan fuertes y decididos como lo queramos ser!! cada uno en su vida....cada uno en sus batallas......pero esa inspiracion de vivir la vida con pasion es lo que no debemos olvidar!!

    Para ti.....para todos.......VIVIR UN DIA A LA VEZ CON INTENCION Y PASION!!

    ReplyDelete
  4. Domenica 16 settembre 2012

    EPILOGO
    Poche settimane fa si è conclusa una delle più grandi avventure della mia vita.
    Sono orgoglioso di aver creato qualcosa che sconosciuti hanno avuto voglia di leggere; sono orgoglioso di aver quasi triplicato il mio obiettivo iniziale per la raccolta fondi facendo fare un piccolo passo avanti a una grande causa.
    Credo che, se tutte le risorse consumate in guerre venissero destinate alla ricerca oncologica, la scoperta di una cura definitiva per i tumori non sarebbe più considerata un sogno poco realistico ma un obiettivo raggiungibile nel prossimo futuro. E' una riflessione ingenua ma fondata. Spero che i governanti e in generale le persone vogliano dedicare maggiore attenzione alla ricerca sul cancro e che sempre più la sostengano concretamente. Io so che lo farò.

    La mia corsa in bicicletta può essere finita ma la mia lotta continua. Lo spirito con cui ho affrontato i venti e le montagne d'America è una fiamma che non si spegne: continua dentro. E con questo spirito io lotterò contro il cancro. Avrei potuto passare gli ultimi cinque mesi rimuginando depresso e risentito e maledicendo la vita ma ho deciso di non farlo. Sarebbe stata una battaglia persa, un labirinto senza uscita. Ho accettato il cancro. Forse è questo il mio piano; forse è la mia vocazione, come la vedono quelli che sono religiosi.
    E così sono partito per un viaggio del corpo e dello spirito. Se sono stato fonte d'ispirazione per persone atterrite e paralizzate dalla prospettiva della malattia e della morte, sono felice. Ho la convinzione che, per quanto disperata sia la situazione, sono la mente e il cuore che determinano l'approccio alla vita. Il messaggio del mio biscotto della fortuna è: la tua vita ti appartiene fino all'ultimo istante.

    Questo viaggio è stato più duro del previsto e, se avete avuto la bontà di leggere il mio blog, vi siete fatti un'idea della fatica che ci è voluta. Giornate di 160 chilometri nel vento, nel freddo, e poi i camion e poi la paura di ammalarmi: spesso sembrava un supplizio che, però, non eclissava mai la gioia di leggere i messaggi di sostegno da amici, conoscenti e persone che non ho mai incontrato in vita mia e volevano condividere le loro lotte e mi ringraziavano per quello che facevo. E' stato per tutti i partecipanti di riflesso a questo viaggo che ce l'ho fatta a raggiungere Vancouver. E' grazie a questo amore che sono arrivato al Pacifico. Fossi stato solo, avrei mollato lungo la strada.
    (SEGUE)

    ReplyDelete
  5. SEGUE:

    L'assoluta solitudine del ciclista che ho provato per centinaia di miglia negli spazi aperti del Nord America mi ha reso più forte. A dispetto della fatica e dello stress, sono stato felice.
    Quando mi guardo allo specchio, girando leggermente la testa a destra, posso ancora vedere la parte di pelle sulla sommità della fronte che traspariva attraverso i fori del caschetto e che è stata scurita dal sole. Mi guardo le mani e osservo la buffa demarcazione dell'abbronzatura causata dai guanti che sembra tagliarmi le dita in due. Il segno dei calzoncini al di sopra delle ginocchia è ancora molto netto e così quello delle maniche sugli avambracci. Andando a piedi al lavoro colgo di continuo reminiscenze del mio viaggio. Ogni volta che vedo un ciclista ne soppeso la bici e l'attrezzatura e le paragono con le mie. Se sento il vento sfiorarmi la pelle ridacchio e godo al pensiero che non potrebbe mai essere forte com'era su una strada esposta in Montana o in Minnesota. Quando aspetto a un semaforo guardo in alto, immergo gli occhi nel'azzurro profondo del cielo e mi vedo pedalare sotto i cieli delle immense praterie del Nord Dakota. Dovunque mi trovi, abbasso per un attimo le palpebre e mi appaiono le linee infinite dell'orizzonte che mi hanno tanto scoraggiato quando ero là ma mi hanno insegnato ancora di più. Le cose che amiamo ci restano per sempre.

    E' vero che da ora in poi la mia vita sarà scandita da esami del sangue, visite all'ospedale, email del dottore e, in mezzo, ansiose attese. Questo non posso cambiarlo. Ma sta a me scegliere se voglio essere divorato dall'angoscia o, invece, vivere la vita e godermi la corsa, che duri un mese o vent'anni. Lo spirito di aspettativa con cui iniziavo ogni giornata del mio giro in bicicletta sarà lo stesso con cui affronterò le prossime montagne.

    ReplyDelete
  6. Carissimo Luigi,
    tradurre il tuo blog non è stato solo un modo per tentare di starti vicina. E' stato un grande privilegio: ho capito e ho imparato tanto. E un privilegio ancora maggiore è essere tua madre. Grazie per il tuo coraggio, per la tua generosità, per la bellezza e la ricchezza che hai dentro.

    ReplyDelete
  7. Did you really take all these awesome photos!??

    ReplyDelete
  8. Hi,

    Your story is incredible! Thank you so much for sharing it. I have a quick question about your blog, would you mind emailing me when you get a chance?

    Thanks,

    Cameron

    ReplyDelete
  9. Ciao Luigi,
    Sono anch'io un appassionato della bici (anche se non ho mai fatto tutti quei chilometri :-), e come te vivo all'estero, per la precisione a Londra, da un po' di anni.
    Ti scrivo perche' avrei alcuni libri da consigliarti che forse ti potrebbero essere di aiuto:

    "Cure the incurable"
    "Can we live 150 years?"

    L'autore di entrambi e' Mikhail Tombak, e li puoi trovare direttamente sul sito della casa editrice:

    http://www.starthealthylife.com

    Un paio di altri libri che mi sono stati di aiuto sono:

    "Sugarblues", di William Dufty
    "Guida tascabile agli additivi alimentari", di Corinne Gouget

    E questi sono i primi due libri che ho letto all'inizio del mio viaggio nella nutrizione:

    "The top 100 immunity boosters", di Charlotte Haigh
    "The top 100 traditional remedies", di Sarah Merson

    Da un po' di anni mi interesso di nutrizione e da quando ho cambiato le mie abitudini alimentari, la mia salute e' migliorata parecchio. Non uso piu' zucchero raffinato o cibi che lo contengono (ora uso solo miele e frutta fresca), cerco di mangiare almeno 5 porzioni di frutta e/o verdura al giorno (una mela al giorno e' indispensabile, l'aglio ha delle proprieta' terapeutiche molto alte), uso solo farina o pasta integrali (e mi preparo da solo il pane, senza lievito, ci vuole pochissimo a prepararlo cosi'), non bevo piu' latte e consumo carne rossa molto, molto raramente (le proteine me le procuro dal formaggio, uova, noci, pesce e pollo). Quando ho sete, bevo acqua! :-) Dovrei mangiare piu' verdure e legumi, ma ci sto ancora lavorando... :-) Inoltre non consumo nessun cibo che contenga sostanze chimiche o dolcificanti ("processed foods") e non uso piu' il micro-onde, che a mio parere distrugge i cibi e li depriva di tutti i principi nutritivi.
    Tutto questo vuol dire che mangio fuori molto raramente e cerco di portarmi il cibo da casa se so che staro' fuori a lungo, ma mi sta bene cosi'.
    Spero che i libri che ti ho segnalato (in particolare i primi due) ti siano di aiuto come lo sono stati per me, se ti servono altre informazioni, fammi sapere e ti daro' il mio indirizzo email.

    Ciao,

    Augusto

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ciao Augusto, mi dai il tuo email address? Grazie!

      Delete
  10. Ciao Luigi,

    Questa e' la mia email:

    originunknown77@gmail.com

    Augusto

    ReplyDelete
  11. La solidarietà è il primo passo verso nell'evoluzione dell'etica con gli altri esseri umani, che si esprime attraverso i valori tradizionali etici-morali,quali la giustizia,la coscienza e l'introspezione umana,ciò tu hai fatto nel tuo viaggio.Affronti il tema della malattia senza pietismo,con la consapevolezza che tutto ciò non deve essere vissuto attraverso lo steriotipo di un viaggio nel dolore e nell'angoscia, ma che questo andare può trasformarsi in una esplorazione nella ricerca della bellezza e della forza vitale.Ti faccio i miei più sentiti auguri e complimenti per la tua forza d'animo. luciana. la mia e-mail luciana.vallano@hotmail.it

    ReplyDelete
  12. Vorrei lasciarti con un proverbio tibetano che dice:Quando c'è una meta anche il deserto diventa strada..luciana.

    ReplyDelete